Su proposta del Presidente del Consiglio Inga, la conferenza dei Capigruppo ha deciso il prossimo calendario dei Consigli comunali. Si continua con le stesse modalità adottate prima delle ferie: ripetute sedute in seconda convocazione con inizio con inizio alle 14,30 e conclusione alle 24,30. Noi abbiamo obiettato che si tratta di una decisione del tutto ingiustificata. E' stata la Giunta e la "maggioranza" a portare la proposta in Consiglio con tre anni di ritardo. Addebitare perciò la responsabilità all'opposizione è quindi semplicemente un modo per mistificare la realtà: non è colpa nostra se è stata presentata una proposta di variante che richiede centinaia di modifiche. Noi abbiamo fatto semplicemente il nostro dovere presentando emendamenti di merito, moltissimi dei quali giudicati inammissibili con motivazioni pretestuose. La verità perciò è un’altra e la conoscono tutti. Gli interessi immobiliari contenuti nella variante sono tali da paralizzare ormai da mesi il resto dell’attività amministrativa e costringono il Consiglio comunale a un impegno come mai nella storia della città. Oltretutto questa raffica prolungata di sedute, comporta costi per la collettività non indifferenti. Non tanto per i gettoni di presenza riconosciuti ai singoli consiglieri (circa settanta euro lordi per seduta), quanto per il fatto che il Comune è chiamato in taluni casi a rifondere alle aziende o agli enti di provenienza il costo delle giornate di assenza dei consiglieri e , ovviamente, a pagare gli oneri derivanti dall’impegno continuativo degli addetti comunali che ruotano attorno ai lavori dell’aula. In tempi di necessario contenimento dei cosiddetti “costi della politica”, anche queste sono considerazioni che un’amministrazione dovrebbe prendere seriamente in considerazione. Eppure, nonostante l’opposizione abbia più volte chiesto almeno di anticipare gli orari di chiusura dei Consigli, proprio per evitare oneri aggiuntivi, la “maggioranza” ha sempre risposto picche. Infine, ma non ultimo, abbiamo posto un problema “etico”. I cittadini monzesi hanno il diritto di chiedersi di che cosa vivano i loro consiglieri comunali se possono permettersi di non andare a lavorare per due, tre giorni ogni settimana. Sono argomenti questi che abbiamo posto nella conferenza dei capigruppo, il luogo deputato a stabilire il calendario dei lavori del Consiglio comunale. Risultato? La “maggioranza” non ha fatto una piega confermando la proposta di Inga delle due sedute pomeridiane in seconda convocazione per martedì 13 e giovedì 15 settembre. Il gruppo del Pd non è disponibile a ratificare decisioni già prese in altra sede, per questo abbiamo dichiarato che non parteciperemo più alle conferenze dei capigruppo fino a che non sarà ripristinato il ruolo effettivo di quella riunione.