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2 Dicembre 2010 Versione Stampabile

UN VERO AFFARE

IL Gatto e la Volpe

Riportiamo integralmente il comunicato  stampa che Francesco Magnano, anche noto come il “geometra di Arcore”, nella sua nuova veste di delegato da Formigoni per l’affare Villa Reale, ha diramato alle agenzie in risposta all’appello rivolto da Walter Veltroni. L'esponete del Pd, nel corso della sua visita a Monza di lunedì 30 novembre, aveva chiesto al Presidente della  Regione Lombardia di sospendere il bando di gara che consentirebbe ad un soggetto privato di gestire per i prossimi trent’anni la parte più nobile della Villa per un canone di 30 mila euro all’anno e un investimento di 5 milioni di euro.
Secondo Magnano, il canone è basso perché il privato si dovrà far carico di tutte le spese di gestione ordinaria. Ci mancherebbe altro! Per quale ragione i costi di pulizia, di guardiana, acqua luce e gas del ristorante o dei negozi che verranno realizzati dentro la Villa dovrebbero essere a carico del Consorzio?
Solo da quelle attività, concesse in subaffitto, secondo il Piano economico- finanziario redatto da Infrastrutture Lombarde, trarrà ricavi per circa 18,2 milioni di euro. Ai quali si dovranno aggiungere altri ricavi per 31,6 milioni di euro derivanti dalla gestione degli spazi posti ai due piani nobili.
Per quanto riguarda invece i costi di manutenzione straordinaria, al delegato di Formigoni è sfuggito un piccolo ma significativo dettaglio. Sempre dalla lettura del Piano economico-finanziario questi investimenti sono irrisori per i primi dieci anni, mentre per gli anni finali  assommano ad alcune centinaia di migliaia di euro del tutto comunque insufficienti per garantire un adeguato mantenimento del bene.
Tra i tanti numeri che Magnano ha dato ne manca uno: a conti fatti il gestore privato, dedotti tutti i costi complessivi per la gestione e la manutenzione, porterà a casa un utile dall’operazione pari a 16,2 milioni di euro. Cifra questa che andrà a finire nelle tasche del fortunato vincitore del bando e non nelle casse del Consorzio pubblico.

Che si trattasse di una svendita lo avevamo detto fin dall'inzio. Ora, dopo aver letto il Piano economico finanziario, ne abbiamo la prova.
 
 
RESPINTA SECCAMENTE L'ACCUSA DI CHIEDERE POCO AL PRIVATO
IL BANDO DI GARA SGRAVA IL PUBBLICO DI MOLTI MILIONI DI ONERI
Ln - Milano, 01 dic) Sul destino della Villa Reale di Monza e
in opposizione alle recenti dichiarazioni di Walter Veltroni
scende in campo Francesco Magnano, delegato del presidente
Roberto Formigoni per l'attuazione dell'accordo di programma
sulla Villa Reale.
"Tra mezze verità e bugie intere l'ex ministro per i Beni
Culturali Walter Veltroni non ha perso l'occasione di fare
propaganda a se stesso. Ma la Villa Reale di Monza non è un
film" attacca Magnano. "Veltroni sostiene che il bando di gara
per Villa Reale mette in capo al gestore privato oneri troppo
bassi (4 milioni e 30.000 euro all'anno di canone a suo dire) e
dunque il bando sarebbe da ritirare. Peccato che il bando
prevede che il privato metta sul piatto subito 6,7 milioni e,
nei 27 anni di concessione, si accolli spese di gestione e
manutenzione realisticamente stimabili in qualche decina di
milioni. Il tutto garantendo la totale fruibilità pubblica del
prestigioso edificio del Piermarini".
Il Consorzio Villa Reale nel frattempo, durante il periodo di
concessione, non dovrà pagare nulla per la gestione e
manutenzione dell'opera.
"Altro che ritirare il bando - chiosa Magnano - sono Veltroni e
i suoi sodali che dovrebbero ricredersi radicalmente".

"Che cosa è stato fatto per Villa Reale di Monza? - ragiona
ancora il delegato regionale - Semplicemente la sola cosa che si
poteva fare. La Regione, che ha dato il via al progetto con
pragmatismo e senso di responsabilità, approfittando anche di
una scadenza importante quale l'Expo 2015, ha messo in moto un
percorso che permetterà entro solo quattro anni di avere Villa
Reale di nuovo fruibile investendo direttamente oltre 17
milioni, pari a due terzi del fabbisogno. Certo, il tutto è reso
possibile dall'intervento e dall'investimento dei privati, che
per altro si faranno carico per 27 anni della manutenzione,
oltre a metterci una quota significativa di diversi milioni di
euro e realizzare l'opera di ristrutturazione in tre anni. A
differenza di altre situazioni farraginose l'opera compiuta è ad
un costo "chiavi in mano" quanto prima è possibile, perché è
interesse prevalente dell'appaltatore accelerare i tempi, in
modo da poter guadagnare sfruttando l'opera stessa".

"In merito - aggiunge Magnano - al tanto discusso canone,
ritenuto poco oneroso per il concessionario, è necessario
precisare che tale importo in apparenza irrisorio è risultato da
un quadro dei costi di gestione dell'immobile sia ordinari che
straordinari. Infatti si sarebbe potuto sicuramente richiedere
un importo tale da prevedere almeno la manutenzione
straordinaria, notoriamente a carico del proprietario, ed allora
mezzo milione di euro di canone sarebbe stato ritenuto
sicuramente congruo. Ma successivamente il Consorzio avrebbe
dovuto intervenire per le necessarie opere di manutenzione
straordinaria, probabilmente con imprese diverse dall'esecutore,
in quanto da individuare con gara ad evidenza pubblica".
"Al termine delle procedure di gara - conclude il delegato
Magnano - quando la commissione avrà individuato la migliore
proposta tecnico/economica, oltre ad essere in possesso di dati
economici e tecnici reali, sarà nostra cura portarli a
conoscenza ed attuare tutti i meccanismi di controllo e tutela
dell'interesse pubblico sul "bene comune" già previsto e
vigileremo affinché ciò si verifichi con trasparenza, senza la
minima opacità". (Ln)

zyx/b3

01-DIC-2010 16:44

 

 


 


Visualizzata: 44 volte  |  Argomento: PILLOLE
LEGGI LA NOTIZIA  |  COMMENTA (1)  |  



03/12/2010 11:05:00  |  daniela ha detto:
Le "spiegazioni" di Magnano possono essere tutte ribaltate, basta leggere il bando. Cosa fa il presidente del consorzio durante il consiglio? Sta quasi sempre fuori dall'aula, rientrando per consumare uno spuntino mentre i consiglieri, anche quelli di destra, chiariscono ancora una volta le ragioni per il NO al bando.
Cosa pensate che fara' con le 10.000 firme raccolte anche tra i suoi elettori?
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